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Cilento
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L'antica Magna
Grecia: terra di filosofi e artisti |
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Dove ci troviamo |
Il Cilento è quella terra ha inizio dal
fiume Sele e si estende fino a Sapri, e prende il suo nome dal
fiume Alento.
Si affaccia sul Mar Tirreno con un litorale di circa 100 km, fatto
di spiagge deliziose dall'acqua trasparente e di una molteplicità
di piccoli porti.
Nell’antichità greco-romana vantava rinomate città: ancora oggi a
Velia, e soprattutto a Paestum si ammirano antichi e
venerandi monumenti d'epoca classica, forse i più belli d'Europa.
I panorami e la natura dei luoghi sono tali da compensare
ampiamente il viaggio: dappertutto uliveti ultra centenari, vigne
e fichi d'India.
Gli ulivi del Cilento sono piante alte e dritte, che i Mori secoli
fa trasferirono dal Libano in queste contrade. Ulivi d'epoca
saracena insomma, come le torri costiere che dominano il
paesaggio. |

Costa cilentana |
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La costa cilentana, traforata dal mare
impetuoso nel corso dei millenni, è simile ad uno
straordinario merletto: dovunque piccole insenature dall'acqua
turchina e dai nomi affascinanti, grotte (in cui talvolta
sgorgano sorgenti d'acqua dolce) già frequentate in epoca
preistorica, come la Grotta Sepolcrale, in cui furono trovati
i resti dell'Uomo Camerotense, contemporaneo dell'Uomo di
Neanderthal.
I Greci approdarono sulle coste del Cilento intorno al XVII
secolo a.C., dando vita alla Magna Grecia e a città coloniali
quali Poseidonia, successivamente denominata Paestum dai
Romani.
Il sito archeologico di Paestum conserva i Templi
maestosi di Poseidone, edificato intorno al 450 a.C., e coevo
del Partenone di Athene, il Templio di Cerere, il Tempio di
Hera, il Gymnasium, l'Anfiteatro che conteneva circa 2000
spettatori, il Foro, le Palestre e altre preziose vestigia
portate alla luce dagli scavi ancora in corso. Dall’Asia
Minore arrivarono i Focei, fondatori di Elea, oggi Velia, dove
il filosofo Parmenide diede vita alla Scuola Filosofoca
Eleatica.
Sotto il dominio di Roma queste città continuarono a
prosperare, conoscendo un’enorme espansione edilizia. Ma con
la caduta dell'Impero Romano di occidente, verso il VI secolo
d.C. iniziò anche per il Cilento il periodo delle dominazioni
barbariche, del Monachesimo Basiliano e delle Scorrerie dei
Saraceni.
Di questi eventi sono testimonianza le Abbazie e i Cenobi, le
Rocche e i sistemi difensivi delle Torri costiere.
Numerosissime le testimonianze religiose tra cui sicuramente
la più preziosa è la Certosa di Padula, ma merita un cenno il
Santuario del Monte Gelbison a 1700 m. di quota, che unisce
all'elemento sacro una natura di rara bellezza. |
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Paestum - il tuffatore
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Tempio di Poseidone
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Monte Gelbison |

Parco Nazionale del Cilento |

Certosa di Padula |

La Porta Rosa |

Il mare del Cilento |
L’itinerario ideale inizia dalla
vivace Marina di Pioppi. Da Pioppi a Casalvelino Marina il tratto
è breve e rivela un anfiteatro naturale, a cui funge da platea la
vasta piana dell’Alento e da tribune le massicce catene del
Gelbison e della Stella. La Marina, con i suoi lidi, i camping e i
villaggi, ci mostra, in alto, la medioevale Casalicchio, simile ad
un aereo in decollo e, nel piano, la cappella dedicata
all'apostolo ed evangelista S. Matteo, cappella che custodì le
reliquie dell'autore del primo vangelo. Attraverso la nuova
strada, che transita sul fiume Alento, si giunge a Velia, l'antica
Elea di Zenone e di Parmeide. Qui ammiriamo, unico esempio della
Magna Grecia di arco greco, la Porta Rosa e l'Anfiteatro, la Via
Sacra e, sul sito dell’antica Acropoli, il pretenzioso castello
dei Sanseverino e la Cappella Palatina. Poi, dopo una veloce
puntata alla Marina di Ascea, turisticamente impeccabile, tra il
verde cupo dell'immensa distesa di olivi secolari, si sale ad
Ascea e a Pisciotta, borgo medioevale dalle case ammonticchiate.
La tappa seguente è Palinuro, il "Capo" che fu nefasto al
nocchiero di Enea, posto a guardia di una costa incontaminata
fatta di insenature frastagliate, distese di spiaggia incantevoli
ed esclusive baie e grotte marine: quella azzurra, che è la
maggiore, e l'altra d'argento; quella del sangue e quella delle
ossa e, subito dopo, lasciata alle spalle la spiaggia "buondormire"
e il massiccio della Molpa, il viaggio prosegue per la valle di S.
Marco fino a Marina di Camerota, uno dei posti più suggestivi
della costa, con i suoi bianchi scogli e gli innumerevoli
promontori. |

Faro di Palinuro |

Grotta del Buondormire |

Grotta delle Ossa |

Grotta Azzurra |

Grotta della Ciaula |
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GASTRONOMIA
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Il Cilento gratifica piacevolmente il palato con
sapori e aromi che uniscono le virtù tipiche della dieta
mediterranea al gusto degli ingredienti semplici e genuini. Dal
mare il gusto del sale che conserva le alici pressate in vasi di
terracotta, dalle assolate colline i fichi secchi che il sole
appunto rende dolci e gradevoli, e ancora il sole asciuga i
pomodori che poi il contadino conserva in vasi di vetro con
l'aggiunta del semplice olio d'oliva. L'olio di oliva, il re della
tavola cilentana, conserva ancora melanzane, carciofini, peperoni,
piccoli tocchi di salsicce e soppressate, che un tempo garantivano
all'uomo le provviste per l'inverno. Il pane, anch'esso assume la
forma di piccoli tocchi disidratati, o dischi più sottili
ugualmente secchi, adatti alla lunga conservazione in mare, ma
pronti per l'acquasale bagnandoli e aggiungendo pomodoro, alici,
aglio, olio e origano. |
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Il formaggio è salato ed essiccato come quello
preparato con latte di capra, oppure fresco e delicato come la
mozzarella di bufala o aromatizzato da fronde di mirto come la
treccia in mortella, oppure ha la forma panciuta dei caciocavalli,
delle manteche e delle scamorze conservati a coppie a cavallo di
pertiche di legno nei ricoveri di montagna o nelle cantine delle
case. Il vino, che come ogni cosa dipende anch'esso dal sole, dal
clima, dall'annata piovosa o secca, dal tipo di vigneto collinare
più vicino al mare, è di vario tipo bianco o rosato o rosso, più
corposo o delicato, varia aroma e sapore ma è sempre preparato con
metodi tradizionali e semplici. Sulle tavole cilentane il vino
diviene piacevole compagno delle notti d'estate mentre si gusta un
piatto di fusilli sagomati con un sottile fuso di rame da mani
abili ed esperte, ancora più gustosi con una spolverata di
formaggio caprino finemente grattugiato. |
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